Terre Sospese: a Viù il climbing festival tra arrampicata, natura e comunità

Dal 29 al 31 maggio 2026, nelle Valli di Lanzo, Terre Sospese è il climbing festival di Viù: tre giorni per vivere la montagna come esperienza, tra pareti indoor, falesia, cammini, yoga, talk, laboratori, musica e vita di paese.

Terre Sospese è il climbing festival di Viù che dal 29 al 31 maggio 2026 porta nelle Valli di Lanzo tre giorni di arrampicata, natura, cultura e comunità.

A Viù, la montagna non resta sullo sfondo. Non è solo paesaggio da osservare, né semplice cornice per attività all’aria aperta. Diventa spazio da attraversare, parete da leggere, tempo da ritrovare, comunità da incontrare.

È da questa idea che nasce Terre Sospese: un festival di montagna in cui arrampicata, natura, cultura e vita di paese si intrecciano in un’unica esperienza diffusa.

Un festival di montagna che guarda all’arrampicata, al turismo lento e alla comunità alpina come modi diversi di abitare lo stesso paesaggio.

Il festival si costruisce attorno a tre dimensioni: Spazio, Tempo e Comunità. Tre parole che non restano astratte, ma diventano modi concreti di vivere la montagna: verticalità, ascolto, incontro.

Terre Sospese non è un evento semplicemente ospitato da un territorio. È un progetto che nasce nel territorio e con il territorio, mettendo in relazione sport, paesaggio, associazioni, abitanti, visitatori e pratiche culturali.

È un festival aperto a chi arrampica, a chi cammina, a chi cerca un’esperienza diversa in montagna e a chi vuole scoprire la Valle di Viù attraverso le sue persone, i suoi luoghi e le sue storie.

Spazio: la montagna verticale

Arrampicata e falesia al festival Terre Sospese di Viù.

La prima dimensione è quella dello Spazio: la montagna vissuta in verticale.

A Terre Sospese l’arrampicata è uno dei linguaggi principali del festival. Si parte dalle pareti indoor del VerticalBlù, dove la disciplina diventa accessibile a diversi livelli di esperienza, e si arriva alla roccia naturale, con la falesia come luogo di incontro tra corpo, tecnica e paesaggio.

È anche un’occasione per avvicinarsi all’arrampicata in Piemonte attraverso un’esperienza accessibile, territoriale e condivisa.

Arrampicare non significa soltanto salire. Significa osservare una linea, immaginare un gesto, cercare un equilibrio tra forza e misura. Significa imparare a leggere la roccia con il corpo, affidandosi alle mani, ai piedi, al respiro, alla concentrazione.

Nel programma trovano spazio workshop di avvicinamento, occasioni per scoprire la disciplina in modo guidato, arrampicata libera in falesia e una gara amatoriale pensata per trasformare la parete in un’esperienza condivisa, conviviale e aperta.

È la parte più fisica del festival, ma anche una delle più simboliche: la verticalità non è solo sfida. È cambio di prospettiva.

 

Tempo: cammini, yoga e paesaggi da ascoltare

Cammini e yoga nelle Valli di Lanzo durante Terre Sospese.

La seconda dimensione è quella del Tempo.

C’è una montagna che non chiede velocità. Si attraversa camminando, si ascolta nel silenzio, si vive nel corpo e nel respiro. Per questo Terre Sospese non parla solo a chi scala, ma anche a chi cerca un rapporto più lento e profondo con il paesaggio.

Il programma propone cammini nella natura e momenti di yoga in montagna, invitando a vivere la Valle di Viù senza fretta. L’escursione verso Punta Sourela porta lo sguardo ad aprirsi sulla vallata, sulle montagne di confine e sulla pianura; lo yoga introduce invece una dimensione più intima, fatta di presenza, movimento lento e ascolto del corpo.

Qui il territorio non viene consumato come scenario. Viene attraversato, osservato, abitato.

In un tempo in cui anche la montagna rischia spesso di diventare prestazione, immagine o consumo rapido, Terre Sospese propone un’altra possibilità: stare nei luoghi, lasciare che il paesaggio agisca, rallentare senza smettere di muoversi.

Perché rallentare non significa fermarsi; Significa guardare meglio.

Comunità: talk, laboratori e vita di paese

La terza dimensione è quella della Comunità.

Un territorio non è fatto solo di montagne. È fatto di persone, scelte, ritorni, partenze, domande. È fatto da chi resta, da chi arriva, da chi torna, da chi immagina nuovi modi di abitare luoghi che per anni sono stati raccontati soprattutto attraverso la distanza, lo spopolamento o la marginalità.

Terre Sospese dedica a questa dimensione una parte importante del festival, con talk e incontri dedicati all’abitare la montagna: momenti di confronto pensati per mettere in dialogo esperienze, biografie e punti di vista diversi sul rapporto tra persone, territori alpini e comunità.

Si parla di nuove forme dell’abitare, accoglienza, appartenenza, trasformazioni sociali e relazioni. La montagna diventa così non solo un luogo da vivere, ma uno spazio da capire.

Accanto ai talk, il festival apre anche alla cultura e all’immaginario dell’arrampicata con la proiezione di Valley Uprising, film dedicato alla Yosemite Valley e alla storia di chi ha trasformato la scalata in gesto di libertà, ricerca e controcultura.

Ma la comunità, a Terre Sospese, non resta solo parola. Si costruisce anche facendo.

Laboratori e Famiglie

I laboratori portano dentro il festival materiali, mani e immaginazione. Arte tessile, upcycling, cartoline, collage, attività per bambini e famiglie diventano strumenti per osservare il paesaggio e restituirlo in forma personale e collettiva.

C’è il fare insieme, c’è il gioco, c’è il recupero dei materiali, c’è l’idea che un territorio possa essere raccontato anche attraverso un gesto manuale. Il legno, la lana, il disegno, il collage e il riuso diventano linguaggi semplici ma profondi: modi per trasformare un luogo in memoria, racconto, esperienza condivisa.

E poi c’è Viù.

Con la Fiera della Fortuna, la musica, la cena sociale, il concerto e i momenti conviviali, Terre Sospese attraversa anche le strade, le piazze e la vita del paese.

Il festival non arriva semplicemente in un luogo: si intreccia con chi quel luogo lo vive.

 

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Il progetto Terre Sospese ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando SparkZ, che si propone di promuovere il protagonismo giovanile come energia trasformativa capace di generare partecipazione, innovazione sociale e nuove forme di cittadinanza attiva.